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Ridere da soli

Mi è capitato due volte nella vita di scoppiare a ridere da solo senza riuscire a trattenermi. La seconda poco tempo fa, in un a giornata con qualche tensione di troppo. Leggevo un fumetto per ragazzi che mi sembrava assolutamente stupido. Una storia di extraterrestri simili a mosche giganti che catturano i terrestri per farne degli schiavi. Mi pareva roba di quarta categoria, ma a un certo punto i protagonisti riescono a liberarsi dalla prigionia e uno di loro, un topo gigante, esce con una grandiosa citazione di Jean Paul Sartre: “Noi siamo condannati a essere liberi”. E’ qui che ho preso a ridere, folgorato dalla sorpresa di trovare Sartre in questo contesto. Se qualcuno fosse entrato nella mia stanza in quel momento credo che si sarebbe preoccupato di procurarmi subitaneamente qualche settimana di riposo assoluto.

Il geniale autore della storia, pubblicata su Super G, è Marcello Toninelli.

West

A casa mia si leggevano moltissimi fumetti. Questa passione per me non è mai tramontata. Ecco una classifica dei sette fumetti ambientati nel Far West che mi hanno affascinato di più:

Settimo: MAGICO VENTO

La commistione tra magia, horror e West non mi ha convinto tanto. Ma la saga sulle guerre indiane e la battaglia contro Custer è veramente bellissima, forse la migliore mai scritta.

Nella sua ultima avventura incontra il suo nemico mortale e, prima dello scontro finale, ha un dialogo con lui, che lo chiama col suo nome da bianco, Ned.

Il nemico gli dice: «E tu… Tu che mi hai sempre combattuto… che cosa hai ottenuto? Nulla. Sei l’eroe delle cause perse, Ned».
E Magico Vento gli risponde: «Vinte o perse erano cause giuste».

Sesto: WELCOME TO SPRINGVILLE

Una serie di brevi racconti ambientati nella cittadina di Springville. Il protagonista è ogni volta un abitante diverso. La sceneggiatura è allo stesso tempo leggera, brillante e approfondita, un miracolo di Giancarlo Berardi. Li ho letti e riletti tante volte.

Quinto: TRENT

A dire il vero sono storie ambientate non nel West ma nell’America del nord. Trent è una Giubba Rossa alla quale vengono affidate missioni contro vari criminali. E’ un uomo assolutamente onesto e non gli piace uccidere. E’ la sua umanità il punto forte di questi racconti disegnati e colorati benissimo. Vale la pena conoscerlo!

Quarto: DAKOTA JIM, IL COW BOY VERDE

Nessuno si ricorda più di lui, ma io nella casa dei miei nonni avevo trovato l’annata 1954 del Vittorioso, con due splendide avventure di questo eroe, disegnato dal celebre Franco Caprioli. Avevo forse 10 anni. Chi potrà mai dimenticare le bellissime tavole de “Il segreto del pugnale”?

Terzo: TEX

Come può un fumetto essere allo stesso tempo affascinante e noioso, avventuroso e super ripetitivo, avvincente e scontato? Questo è l’inspiegabile segreto di Tex, al quale ho dedicato i miei anni migliori.

Secondo: COMANCHE

E’ di origine francese. Se in Tex troviamo molto dei films di Sergio Leone (e, ahimé, anche di quelli con Bud Spencer e Terence Hill), in Comanche si respira il clima dei capolavori di Sam Peckinpah, quel momento di passaggio tra il western classico hollywoodiano e la rivoluzione di Sergio Leone. I dialoghi sono curatissimi, non c’è una parola in più del necessario. I disegni a colori sono straordinari.

Primo: KEN PARKER

Che io sappia nessun personaggio a fumetti ha la completezza e l’umanità di Ken Parker. Le sue avventure hanno completamente ridisegnato il modo di raccontare il Far West. Al confronto di Ken Parker, per esempio, Tex e Zagor sono delle favolette. Possiamo trovargli tanti difetti (il suo autore Berardi spesso calca troppo la mano sia nella violenza che nel romanticismo, il suo disegnatore Milazzo ha avuto negli anni una involuzione espressionista…), ma a Ken non è possibile non affezionarsi come se fosse un uomo vero. Di lui forse parlerò ancora perché proprio in questi giorni, dopo venti anni di attesa, è comparsa in edicola l’ultima e definitiva storia, la drammatica conclusione della sua vita.

 

 

Zio Vincenzo e il segreto del Liocorno

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Zio Vincenzo abitava nella lontanissima Genova. Le sue discese in Sardegna tra noi costituivano un evento. In una di queste mi regalò l’albo di Tintin a fumetti che vedete sopra. Era una storia bellissima, piena di mistero e di scene affascinanti, come quando Tintin viene imprigionato nel deposito di un rigattiere, e anche un po’ drammatica, qualcuno veniva addirittura ucciso. Insomma, l’ho letta tante volte da conoscerla quasi a memoria. Accidenti però, la storia non si concludeva e io per più di trent’anni ho vissuto senza sapere se Tintin avesse trovato…

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Ci ha pensato Andrea, regalatore che sa il fatto suo, a donarmi, in un radioso mattino di dicembre, la conclusione dell’avventura: “Il tesoro di Rackam Il Rosso”.

Tra pochi giorni questa storia di Tintin uscirà al cinema. Tra le tante esistenti Steven Spielberg ha scelto proprio questa. E’ un caso? Per me è un cerchio che felicemente si chiude.

tintin poster

[video http://www.youtube.com/watch?v=Bwgv0FHON_I]

Addio, Magico Vento

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Magico Vento se ne va, col mese di novembre terminerà le sue avventure. E’ stato un personaggio particolare tra i fumetti della Bonelli. Non ha avuto il successo clamoroso di Tex o Dylan Dog, eppure tanti si sono affezionati a lui come ad un amico, anche io che pure non ho letto tutti i suoi 130 albi. Mi piaceva per la sua umanità, per le storie dove la cultura pellerossa era trattata con grande rispetto, perché aveva come amico un sosia di Allan Poe. Ricorderò con emozione la sua partecipazione alla battaglia del Little Big Horn, al fianco di Toro Seduto.

Nella sua ultima avventura incontra il suo nemico mortale e, prima dello scontro finale, ha un dialogo con lui, che lo chiama col suo nome da bianco, Ned.
Il nemico gli dice:« E tu… Tu che mi hai sempre combattuto… che cosa hai ottenuto? Nulla. Sei l’eroe delle cause perse, Ned ».
E Magico Vento gli risponde:« Vinte o perse erano cause giuste».
Leggendo ho pensato a tutti quelli, tra cui molti miei amici, che hanno l’impressione di combattere per una causa persa e sono tentati dallo scoraggiamento.