Archivio famiglia

Nessun discorso

Prendendo spunto da una frase del vangelo riscoperta domenica scorsa ho parlato, negli ultimi due post, della famiglia dal punto di vista evangelico evidenziando alcuni aspetti che credo per nulla scontati. Ma cosa pensava veramente Gesù della famiglia? Perché ne parla pochissimo? La mia impressione è che non fosse certamente un fanatico della famiglia, pur amandola. L’hanno scorso ho espresso le mie idee su questo tema in un breve articolo sulla rivista “Vita Somasca” che, se volete, potete trovare sul link, si intitola Famiglia: le sorprese del vangelo.

Amare la propria famiglia, ma non solo quella

Riguardo alla frase letta domenica nel vangelo,

“Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me” (Matteo 10, 37),

ho trovato molto acuto il commento di don Tonino Lasconi. Mi ha colpito una sfumatura che lui ha messo in risalto e che mi appare molto realistica, anzi “italiana”: il pericolo che nella famiglia possano esserci profondi affetti e, al tempo stesso, profonda chiusura al bene comune.

Riporto il commento relativamente a questo punto:

“A volte il vangelo è talmente duro da essere irritante semplicemente ad ascoltarlo. “Chi ama padre o madre più di me non è degno di me”. Come si fa a non provare una istintiva reazione di rifiuto di fronte a parole come queste? [...] E sì. Il vangelo a volte è irritante, altre volte assurdo.

Ma è davvero così? Tutti i nostri guai non nascono forse dal mettere al punto più alto del nostro amore non il Signore, ma il padre, la madre, il fratello, i parenti, i vicini…, giù giù fino al portafoglio, e a tutto ciò che giova al nostro interesse privato e non al bene di tutti?” (Tonino Lasconi)

 

Zio Vincenzo e il segreto del Liocorno

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Zio Vincenzo abitava nella lontanissima Genova. Le sue discese in Sardegna tra noi costituivano un evento. In una di queste mi regalò l’albo di Tintin a fumetti che vedete sopra. Era una storia bellissima, piena di mistero e di scene affascinanti, come quando Tintin viene imprigionato nel deposito di un rigattiere, e anche un po’ drammatica, qualcuno veniva addirittura ucciso. Insomma, l’ho letta tante volte da conoscerla quasi a memoria. Accidenti però, la storia non si concludeva e io per più di trent’anni ho vissuto senza sapere se Tintin avesse trovato…

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Ci ha pensato Andrea, regalatore che sa il fatto suo, a donarmi, in un radioso mattino di dicembre, la conclusione dell’avventura: “Il tesoro di Rackam Il Rosso”.

Tra pochi giorni questa storia di Tintin uscirà al cinema. Tra le tante esistenti Steven Spielberg ha scelto proprio questa. E’ un caso? Per me è un cerchio che felicemente si chiude.

tintin poster

[video http://www.youtube.com/watch?v=Bwgv0FHON_I]