Archivio diario

Un mese di pausa

Disegno di Petra Ramešová http://zarydoesart.tumblr.com

Per un mese il mio blog si è fermato. Ora riprenderà la sua vita. Nel frattempo è arrivato il 2018, data che da bambino mi sarebbe sembrata di pura fantascienza. E’ stato un mese intenso e certamente bello, culminato con alcuni giorni di riposo presso la mia famiglia, culminati a loro volta con la perdita del mio portafoglio, proprio la notte prima della mia partenza in aereo, che quindi ha rischiato di saltare. Il drammatico fatto è avvenuto nel Liceo “De Castro” di Oristano, durante la “Notte dei licei”. Mentre ascoltavo una conferenza su Alda Merini l’oggetto incriminato è uscito dalla tasca del giubbotto e si è nascosto non so dove. Una giovane professoressa lo ha raccolto e conservato per restituirmelo la mattina seguente, in tempo per poter prendere l’aereo. La mia stima per il genere umano ne è così uscita accresciuta.

Arrivederci San Francesco al Campo

Da alcuni giorni non abito più a San Francesco al Campo, ma a San Mauro Torinese, dove sono stato trasferito. Domenica scorsa ho salutato tutti in una messa molto bella e commovente. Ma anche nei giorni prima e dopo ho potuto constatare l’affetto sorprendente di centinaia di persone, dai piccoli agli anziani, e il dolore di lasciarli. Provo gratitudine verso di loro, i sanfranceschesi, con i quali ho vissuto otto anni meravigliosi, forse i più belli della mia vita. Un periodo luminoso, intenso, pieno di relazioni umane che non potrò dimenticare, di giorni sereni nei quali nessun problema è mai stato insormontabile. Perché ho trovato persone con le quali è stato facile collaborare, capirsi, volersi bene, vivere all’insegna del vangelo. Scrivendo capisco che le mie parole non sono in grado di descrivere ciò che grazie a loro Dio mi ha dato di vivere, dovrei fermarmi a parlare di ognuno, dire il suo nome, raccontare di lui e della sua anima. Li ringrazio di avermi da subito accolto, di essere stati amici, sempre disponibili mai invadenti, di avermi corretto quando sbagliavo e infine di aver vissuto questo distacco con grande fede. Me ne vado, eppure sento di restare e anche di portare tutti con me. Arrivederci San Francesco al Campo, sei stato un amico prezioso, un fratello. E continuerai ad esserlo.

L’ultimo giornalino della parrocchia

Mare piatto

Maggio è andato anche lui, ricco di impegni da calendario e, allo stesso tempo, povero. Ci sono periodi così, poco produttivi, poco brillanti, chissà, forse sono quelli più preziosi. La vita che sembrava ordinaria d’improvviso procede con affanno, la mente e il corpo riducono il ritmo, lo spirito non si eleva, non nascono idee nuove: «Lasciaci un po’ in pace» sembra che dicano, «Torneremo, fidati di noi». E conviene accordargli fiducia.

Avrei voluto una Pentecoste come quella disegnata qui

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Invece mi è sembrata quella del quadro di sopra, quella di un’attesa di qualcuno, di qualcosa ormai vicino. Il mare piatto ne facilita l’arrivo.

Nella neve

Il paesaggio che si vede dalla porta di casa

Anche oggi ha nevicato, una grande seccatura dal punto di vista della logistica quotidiana, eppure uno spettacolo bellissimo. Mi colpiva il fatto che la neve scende, anche in enormi quantità, senza fare nessun rumore, in perfetto silenzio e questo aiuta a vivere più concentrati, più raccolti. Così ho lasciato l’auto e, con immenso piacere, sono andato a piedi per le strade.

L'ingresso di casa

La camera verde

L’inizio del nuovo anno ha visto il mio trasloco in una nuova abitazione, sempre a San Francesco Al Campo, a circa un chilometro dalla casa precedente. Abito al primo piano, in un ampio appartamento che mi piace molto. Nel pianterreno tra non molto verrà aperto un asilo nido, anche di questo sono contento. Quella della foto è la mia camera, con delle pareti di un verde molto intenso, il mio colore preferito. Il pacchetto sulla scrivania è quello che porterò stasera alla tombola della parrocchia.

 

 

 

Cervello sovraffollato

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Non sono tanto bravo a pianificare i miei impegni, a volte mi sfugge il controllo e mi ritrovo con l’acqua alla gola. Così questa settimana mi sono accorto di avere 4  incontri da preparare, tutti di argomento diverso: uno per giovedì per un gruppo di adulti che si sta preparando alla cresima, uno per sabato sulla verità nella vita affettiva per un gruppo di ragazzi delle superiori, uno per domenica per dei giovani con i quali ci incontriamo una volta al mese, argomento: la giustizia, uno per lunedì su Abramo per una cinquantina di persone amanti della Bibbia. In più un progetto per richiedere finanziamenti da presentare entro oggi e il prossimo esame universitario di storia moderna che si avvicina minacciosamente. Nella mia testa girano ora tutti insieme Napoleone, Abramo, l’affettività, le virtù cardinali, i bilanci preventivi e i sacramenti. Si incontrano, si salutano, si domandano: – Cosa ci fai anche tu qui dentro? -

Gli argomenti però sono tutti interessanti e se da una parte è un impegno prepararsi, dall’altra la considero una fortuna che arricchisce prima di tutto me stesso.

2011. Appunti di bordo

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Il nuovo anno finora è stato ospitale con me. Incontri belli e proficui con gli animatori di San Francesco e con quelli di San Maurizio, per motivi diversi ma che in entrambi i casi ogni volta superano le mie previsioni. Un regalo molto gradito da parte di due amiche che, con mia sorpresa, si sono ricordate che mi piacciono i marrons glacés. Mi sono proposto di non mangiarne più di tre al giorno. Una frase letta su un blog che mi ha lasciato il segno e mi sta aiutando a vivere meglio: “Non stare attenti tanto alle cose da fare, ma alle persone“. Infine una scoperta per me inaspettata ed emozionante: ho trovato su Facebook la ragazza che da piccolo mi ha insegnato a suonare il pianoforte. Non la vedo da  una trentina d’anni e avevo perso le sue tracce. Ho calcolato che oggi deve avere più o meno sessant’anni. Anche a lei piacciono i Pink Floyd, non l’avrei mai pensato. Forse le scriverò, ci sto pensando, la persona che ti ha consegnato la musica non è una persona qualunque.

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Momento per momento

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Questi giorni scorrono un po’ per conto loro in libertà: incontri con persone, visite di amici, corrispondenza, telefonate, progetti estivi, molte riunioni, colloqui imprevisti (perché i colloqui più interessanti sono sempre imprevisti?), vita di oratorio con relativi problemi… Nei momenti di tregua sto ristudiando la morale di Kant. Mi accorgo anche di pensare spesso ai racconti che i vangeli danno sulle apparizioni di Gesù risorto. Le giornate sono particolarmente piene e difficili da dominare, ma è proprio questo il punto: fino a non molto tempo fa questo “disordine” mi avrebbe fatto problema, oggi non più di tanto. Credo sia perché a forza di sbagliare ho imparato un pochino a vivere il momento presente della vita senza pensare al prima e al dopo, con maggior spensieratezza o, meglio, leggerezza. Noto che ne vale la pena, si vive con meno affanni e si riesce a fare più cose.

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I miei quaderni

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I miei quaderni sono una delle cose alle quali sono più affezionato e per me più preziose. Se capitasse un’improvvisa inondazione, qui al terzo piano, sarebbero la prima cosa che metterei in salvo. Li descrivo brevemente:

Uno è di carta riciclata, un po’ grigia, senza righe. Vi ho raccolto per anni le citazioni che mi sono sembrate più belle  e nelle quali mi rispecchio. Come: “Vuoi andare veloce? Corri da solo. Vuoi andare lontano? Andiamo insieme”.

Un altro raccoglie le poesie che mi piacciono. Non sono tante perché forse ho i gusti difficili, qualcuna la so a memoria. Qualche titolo: La quercia sradicata dal vento, di Zanzotto; Il girasole, di Montale; Ho pena delle stelle, di Pessoa, La notte lava la mente, di Mario Luzi.

Due quaderni sono una specie di diario. Va dal 12 gennaio 2001 a oggi. Talvolta sono passati lunghi periodi senza che scrivessi, poi ho sempre ripreso e tutto sommato rispecchiano questi ultimi nove anni.

Poi c’è un piccolo taccuino Moleskine che mi porto sempre in viaggio per scriverci tutto quello che mi viene in testa. I viaggi in questo mi sono molto stimolanti. E’ un po caotico, c’è di tutto: elenchi di cose da fare, spese, stralci di conversazioni fatte in treno, pensieri filosofici. Vi sono particolarmente affezionato.

L’ultimo è di vignette. Sono disegnate in fretta e male e non tutte fanno ridere perciò me ne vergogno un po’. In una c’è mia sorella Maria Franca che torna in Sardegna dopo due anni di New York e dice: “Grattacieli, musei, star del cinema, miti del rock… New York è la città più straordinaria dove ho vissuto!…Dopo Cagliari”.

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Giorni viola

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Trascorro la pasquetta in casa e sono molto contento di questa tranquillità dopo i giorni impegnativi della settimana prima di pasqua. Sperando che agli amici del blog possano interessare ho pensato di dare alcune informazioni su di me in questo periodo.

Un’esperienza particolarmente bella è stata quella del ritiro di giovedì e venerdì con gli animatori di S.Francesco. Non c’è un motivo preciso, semplicemente si stava benissimo insieme. Le parti riuscite meglio sono state quelle che avevo meno preparato.

Una cosa che mi ha fatto molto piacere sono stati gli auguri che mi ha fatto oggi suor Jeanette, originaria del Madagascar. Poi senza che io le avessi chiesto nulla mi ha detto che se verrà a trovarmi mia mamma potrà essere ospitata da loro. Come faceva a sapere che stavo cercando un posto per mia mamma?

Una frase che ho scoperto in questi giorni è del Libro del Qoelet: “Non dire: <<Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?>>, perché una domanda simile non è ispirata da saggezza.” E’ proprio quello che pensavo.

Una telefonata particolarmente bella è stata quella con Elia ieri, a pasqua.

Un dispiacere è stato quando ho messo il contatore delle visite nel blog (in basso a destra) e ho scoperto che erano molte meno di quelle che pensavo. Però mi sono consolato pensando che sono tutte di amici particolari.

Un problema ancora da risolvere riguarda l’organizzazione dei campi estivi.

Una canzone che mi ha fatto da colonna sonora è stata “One Of These Nights” degli mai-troppo-tardi-scoperti Eagles.

Uno stimolo è stata la conversazione di pasqua con Andrea e in particolare l’idea che bisogna sempre includere gli altri, mai escluderli.

Un libro che ho appena finito è “Perché mentiamo con gli occhi e ci vergogniamo con i piedi?” Di Allan e Barbara Pease. Spiega il significato dei nostri gesti e merita presto un post tutto suo.

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