Voler bello

Ultimamente mi succede di fermarmi spesso a pensare che Dio è bellezza. Noto che in genere si sottolinea (e credo giustamente) che Dio è bontà, verità, luce… meno che è anche bellezza, splendore, armonia. Strano, perché nei vangeli è presentissima la bellezza del Padre che risplende nella persona di Gesù, non a caso chi lo vedeva passare o lo sentiva parlare ne restava affascinato (a meno che il suo cuore non fosse chiuso). E quando Pietro sul monte Tabor poté vedere tutto il suo splendore disse: “E’ bello per noi stare qui”. Se leggete l’Apocalisse inoltre vi troverete delle visioni stupende: un mare di cristallo, un arcobaleno di smeraldo, una città di pietre preziose.

Senza aspettare di avere visioni del genere (non è detto che sia buon segno) possiamo ammirare la creazione intorno a noi per scoprirvi l’impronta di Dio. E’ una bellezza che ci è data gratis. Pensate, il mondo potrebbe essere in bianco e nero, piatto, monotono, invece è a colori, meraviglioso, vario. Anche noi siamo stati creati per la bellezza. Una bellezza dentro di noi che traspare e si irradia al di fuori.Michel Pochet, un artista, ha scritto: “Non solo voler bene, ma anche voler bello”. Occorre, insomma, ricercare il bello, amarlo, direi quasi nutrirsene. Ne abbiamo bisogno quanto il cibo quotidiano per non cadere nella noia, nella passività, nella disperazione. E’ una verità che trovo anche in questo aforisma indù:

“Se hai due pezzi di pane

danne uno ai poveri.

Vendi líaltro e compera dei giacinti

per nutrire la tua anima”.

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