L’avventura

Le cose buone della vita sono illegali, immorali o fanno ingrassare”. Nel famoso libro di Murphy, che umoristicamente elenca a mo’ di leggi i motivi per cui il mondo va storto, troviamo questa considerazione che rispecchia un’idea molto diffusa. Fare il bene è una cosa giusta (chi potrebbe negarlo?), però… insomma… poco attraente, poco piacevole, quasi noiosa e adatta solo ai soggetti miti per natura. Se vogliamo goderci la vita è meglio fare qualcosa di più stimolante, avventuroso, trasgressivo. Sempre un umorista, Marcello Marchesi, diceva: “Solo una vita sbagliata è interessante”.

Il ragionamento potrebbe anche filare se non trascurasse un corollario importante: chi non sceglie il bene difficilmente vive felice. Forse la sua vita sarà piena di emozioni ed esperienze eccitanti, ma saranno piaceri senza gioia che si esauriranno in fretta lasciando un vuoto sempre più profondo. Impressiona, a proposito, notare lo stridore fra la vita milionaria di tanti personaggi dello spettacolo e le loro deprimenti vicende personali contrassegnate spesso da alcolismo, sfruttamento della prostituzione, matrimoni favolosi naufragati in tribunale. C’è qualcosa che non ha funzionato. Avevano tutto, tranne l’unica cosa che rende l’uomo felice di se stesso: la coscienza di aver compiuto il bene. Siamo fatti così, i motivi si potrebbero approfondire, ma questo è un dato di fatto.

E chi l’ha detto poi che il bene non sia allettante e avventuroso? Non è vero che si riduce ad un po’ di bontà e filantropia, spesso invece spinge ad andare controcorrente, aprire i propri orizzonti, trasgredire convenzioni e ingiustizie. E’ più noioso chi vive accumulando ricchezze per se stesso o chi decide di condividere le sue cose con gli altri? E chi sa perdonare i torti subiti non è oggi assolutamente trasgressivo? Chi non parla male alle spalle degli altri ma è capace di esprimersi a viso aperto non possiede uno spirito coraggioso? Se uno sceglie di non imbrogliare non sta forse lottando con una radicata convenzione sociale (almeno in Italia)? Chi sa discutere senza mancare di rispetto non è un tipo fuori dagli schemi? Per non parlare di coloro che per rendersi utili agli altri sono pronti a lasciare la loro casa, affrontare scomodità, rinunciare alla carriera, correre rischi.

Certo, il bene fatto mediocremente (un po’ di pazienza, un po’ di generosità, senza esagerare..) risulta un sonnifero spirituale, ma metterlo come radice di ogni proprio gesto è la scelta più attraente che possa esistere.

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