Ladro anch’io

C’è un personaggio del vangelo che forse non è valorizzato come meriterebbe. Potrebbe essere il patrono di molti cristiani che, come Girolamo, ad un certo punto della vita hanno avuto il coraggio di rimettersi completamente in gioco. Si tratta di un uomo dalla vita sbagliata che toccò il fondo del fallimento e si trovò condannato alla peggiore delle morti, ma proprio nell’ultimo istante, quasi come in un film, fu protagonista di un incredibile colpo di scena. Stiamo parlando del cosiddetto “buon ladrone”.

L’episodio è noto, lo racconta Luca al capitolo 23, a leggerlo con attenzione vi scopriamo alcune perle preziose.

Prima di tutto, anche in una situazione tragica, il ladrone non si ferma a pensare solo a sé, non si chiude nel suo dolore, ma fa qualcosa per il suo prossimo. Questo prossimo è l’uomo che soffre al suo fianco: Gesù stesso, un innocente che sta morendo per un’ingiustizia. Cerca quindi di difenderlo come può da chi lo accusa e maledice. E’ capace di amore anche in quel momento critico e feroce.

Chi viene condannato in genere cerca di difendersi in tutti i modi, il nostro delinquente invece non si lamenta contro nessuno, afferma anzi che la condanna da lui subita è la giusta conseguenza dei suoi errori e la accetta coraggiosamente.

La sua grandezza però sta soprattutto in questo: non si lascia abbattere dal disastro. In lui c’è un seme di speranza duro a morire. “Forse non tutto è perduto”, sembra pensare. Non sappiamo come, ma quell’uomo ha capito il cuore del vangelo e sa che l’amore di Dio è più grande dei nostri errori. Non rivolge lo sguardo a piangere il suo passato ma a Gesù e con audacia gli domanda aiuto.

La sua fede allora gli permette di incontrare Dio subito, senza sale d’attesa, e di sentire da Gesù una promessa tale da fargli scoppiare il cuore di gioia: “Oggi sarai con me nel paradiso”. Un’indiscutibile canonizzazione lampo compiuta da Gesù in persona.

Assumersi le proprie responsabilità, amare il prossimo anche nelle situazioni più critiche, sperare sempre, non bloccarsi di fronte ai propri limiti ma buttarsi nelle braccia di Dio. Questa è la spiritualità di chi sa ricominciare dopo ogni caduta. Un malvivente ce l’ha insegnata, il primo di tutti i santi.

C’era anche un altro ladrone in croce quel giorno. Non fu capace di tutto questo ma solo di disperazione, eppure non possiamo non pensare che anche per lui la misericordia di Dio abbia aperto una porta, una finestra, anche solo una minuta breccia del suo paradiso.

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