Gloria

Gloria, il Natale ci fa riascoltare questa parola che nel resto dell’anno avevamo forse trascurato. Il pensiero della gloria di Dio, infatti, ci accompagna raramente nelle corse quotidiane e nelle nostre preghiere personali, eppure essa rappresenta ciò che più di ogni altra cosa desideriamo conoscere e assaporare: la bellezza assoluta, lo splendore, l’armonia perfetta. È innegabile che nell’epoca attuale tutti noi siamo particolarmente sensibili alla bellezza, per non dire assetati di essa. Non soltanto di quella estetica, testimoniata dall’arte, ma soprattutto di quella provata (perché la bellezza oltre che vedere si può anche provare) in certi momenti di gioia inattesa, di amicizia perfetta, di amore gratuito. La gloria è la bellezza nel suo massimo splendore, la bellezza stessa di Dio. Inimmaginabile a noi e, al tempo stesso, continuamente desiderata, come unico cibo che può saziare il nostro essere. Dove possiamo incontrare una tale bellezza? Ci vengono in aiuto le parole che ripetiamo ogni domenica nel canto del “Santo”: “I cieli e la terra sono pieni della tua gloria“. Non solo i cieli, ma anche la terra, proprio quella che ci ospita ogni giorno, risplende della gloria trinitaria. Come è possibile? Certamente nella natura scorgiamo una bellezza che ci trascende e non smette di sorprenderci, ma dove abita l’essere umano noi troviamo piuttosto quasi ovunque dolore, tristezza e problemi di ogni tipo. Il nostro sguardo potrebbe quindi farsi cupo, il cuore sfiduciato e pessimista. È proprio qui però, nel fondo di questo abisso, che nasce la novità cristiana e si accende una speranza inattesa. Già l’Antico Testamento aveva preparato questa notizia nuova. Il libro della Sapienza, per esempio, aveva fissato parole che dovremmo scolpire nel cuore: “Dio ha creato tutto per l’esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c’è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra” (Sapienza 1,14). Nonostante il male presente nel mondo il cuore dell’uomo, il mio cuore, è sano, ancora capace di scegliere il bene, di ricevere e offrire amore. Nel Natale accade poi l’imprevedibile: la gloria di Dio dall’alto dei cieli si posa su Gesù di Nazaret. In un essere umano risplende la bellezza di Dio. Nella sua umanità scopriamo le infinite sfumature dello splendore divino. Si, nella sua umanità, nel suo sguardo, nel suo parlare, nella compassione per chi soffre, nella mitezza, nella collera verso le ingiustizie dei cuori induriti, nel suo modo di vivere i momenti di tristezza, di dare un senso alla propria morte e, infine, di risorgere trasfigurato. È proprio questa sua umanità piena di calore, di forza e tenerezza il prodigio più grande, la più grande bellezza. Un’umanità, la sua, che insegna a noi come vivere la nostra e ci fa scoprire che anche in ognuno di noi riposa un riflesso della gloria dei cieli.

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