Direzione contraria

Spessissimo le cose belle lasciano il posto a quelle tristi. Sembra quasi un’immutabile costante della vita, alla quale prima o poi ci si rassegna: le vacanze che finiscono presto, i momenti di allegria che cedono il passo alla noia, la salute della giovinezza che fugge lasciandoci agli acciacchi dell’anzianità. Sempre così, il bello prelude inevitabilmente al brutto, la luce al buio. No, non è sempre così, esiste anche una direzione contraria secondo la quale dalle situazioni negative può scaturire all’improvviso una rinascita del tutto inattesa. È come se tra il buio e la luce, la morte e la vita ci fosse solo una piccola distanza da percorrere, solo una porta, un breve passaggio. Noi lo chiamiamo “Pasqua”. Quando leggiamo il racconto della morte e risurrezione di Gesù scopriamo che molti personaggi hanno compiuto questo passaggio controccorrente. L’incredulità di Tommaso di fronte alla risurrezione di Gesù si tramuta in un’impensabile fede quando esclama: “Mio Signore e mio Dio”, la morte ingloriosa di un ladro diventa di colpo una scorciatoia verso la salvezza (“Oggi stesso sarai con me in paradiso” gli promette Gesù), a Pietro che aveva rinnegato il suo maestro viene affidata inaspettatamente una missione di assoluta fiducia. Il potere della Pasqua sta proprio qui, nel riaccendere la vita, risvegliare energie sopite, suscitare il desiderio di amare. Pietro e Giovanni entrano nel sepolcro ormai vuoto di Gesù, è un luogo di morte ma proprio lì trovano dei segni di vita: le bende e il sudario ben piegati. Da quel momento inizia la loro risalita. Così anche noi, proprio dal fondo delle nostre oscurità possiamo andare alla ricerca di Cristo, scoprire segnali di vita e ritrovare una forza sorprendente.

Buona Pasqua di Risurrezione a tutti voi di San Francesco al Campo e a quanti riceveranno il nostro giornalino parrocchiale!

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