Dio e la matematica

Che strano incontro qualche tempo fa in ascensore. Salivo verso il quinto piano di un palazzo cittadino e insieme a me era entrata una ragazza che non avevo mai visto prima. Ad un tratto dice: «Scusa per l’abbigliamento…», io non mi ero neanche accorto che era vestita con abiti di casa, «… sono uscita solo un attimo perché stavo studiando». Poi continua con una confidenza inaspettata: «Per me studiare è la cosa più bella della vita, non esiste nient’altro di così bello». Seppur stupito ho avuto una discreta presenza di spirito per confermarla: «E’ vero, studiare è una cosa bellissima».

Questa pagina è dedicata ai giovani, parola che spesso è sinonimo di studenti, e questa volta parlerà dello studio, non in generale, ma dell’importanza che esso può avere per il nostro rapporto con Dio.

Cosa significa studiare per un giovane cristiano? Si tratta semplicemente di eseguire con fedeltà un dovere necessario oppure soltanto di apprendere delle conoscenze che in futuro ci permetteranno di essere utili agli altri? No, il valore dello studio è molto più profondo e affascinante. Per coglierlo dobbiamo tornare ad una delle rivelazioni più sorprendenti del Nuovo Testamento. La troviamo in vari punti, per esempio nella lettera ai Colossesi: “… per mezzo di lui [Gesù] sono state create tutte le cose” (1,16), oppure nel prologo di Giovanni: “…tutto è stato fatto per mezzo di lui” (1,3). Siamo nel cuore segreto della Trinità. Quando il Padre ha creato il mondo l’ha fatto per mezzo del Figlio, prendendo ispirazione da lui. Le cose che esistono esprimono la sua bellezza, la sua interiorità, talvolta la potenza. Non solo l’uomo e la donna, ma anche gli atomi, le piante, il mare, le stelle, le altre creature viventi… Conoscere il mondo quindi ci riporta a Gesù, ce lo svela. Matematica, biologia, pedagogia, medicina, filosofia… ogni materia è una prospettiva che ci apre ad un volto del Verbo, di Gesù, è come un raggio della sua gloria.

Può capitare che studiando ci si imbatta talvolta in teorie, idee, personaggi che appaiono lontani da Dio. Non sarà il caso di lasciarsi intimorire, anche in essi scopriremo un riflesso di Cristo, magari sofferente o morto in croce e potremo ricevere la parte di verità che ognuno può dare, ricordando le parole di S.Tommaso: “Ogni verità, da chiunque sia detta, viene dallo Spirito Santo”.

 

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