Pianeta Terra 16 aprile 2017

Quel puntino luminoso in mezzo agli anelli di Saturno fotografato pochi giorni fa dalla sonda Cassini da un miliardo e 431 milioni di chilometri di distanza è il pianeta Terra, siamo noi.

Da ciò che finora sappiamo è l’unico punto dell’universo nel quale sia presente la vita.

E’ stato calcolato che in tutta la sua storia vi hanno vissuto circa 100 miliardi di esseri umani.

Se escludiamo quelli attualmente viventi (a oggi circa 7 miliardi e 498 milioni), tutti gli altri sono morti.

I loro corpi sono tornati alla terra, disgregandosi negli elementi che li componevano.

Tutti, meno uno. “Manca un corpo alla contabilità della morte, i suoi conti sono in perdita.” (1)

Questo fatto numericamente marginale sovverte in realtà l’ordine naturale dell’universo e vi introduce una novità le cui conseguenze risultano essere incalcolabili.

Oggi sul pianeta Terra si festeggia la Pasqua.

1. Formulazione di Ermes Ronchi.

Misteri delle barzellette

Molti misteri accompagnano le barzellette: quale sarà stata la prima? Come nascono? Sono già state tutte inventate o ne sorgono ancora oggi di nuove? Tra tutti soprattutto un mistero è più grande: chi inventa le barzellette? Non lo sappiamo. Per un semplice motivo: le barzellette sono sempre anonime, mai firmate, di padre ignoto. Chi sarà quel genio che inventò il fantasma Formaggino? E quello dell’ubriaco che cercava le chiavi di casa sotto un lampione? E chi decise che il protagonista assoluto dovesse chiamarsi Pierino? Nell’epoca in cui per il copyright si combattono guerre all’ultimo sangue le barzellette se la ridono libere e felici di essere di tutti e di nessuno. Fanno il giro del mondo, si adattano ad ogni popolo e cultura, ma sono sempre loro, archetipi che giungono a noi dalla notte dei tempi. Io però ne ho inventato una e vorrei che facesse il giro del mondo, si confondesse in mezzo a tutte le altre, rallegrasse per un attimo la vita di persone che non conoscerò mai (è questo il loro destino, donare riso per un secondo e poi subito invecchiare). Vorrei poi che un giorno lontano qualcuno ignaro la raccontasse a me. Riderò allora, ma di soddisfazione e non gli rivelerò il mio segreto. Ora la scriverò, o meglio la consegnerò al destino e dal quel momento la perderò spero per sempre e cadrò anche io nell’anonimato. Non fa morire dal ridere, è forse appena nella media, ho buone speranze però perché in fatto di barzellette l’umanità è sempre stata di bocca buona:

“Siamo a un quiz televisivo. Il presentatore dice: «Signor concorrente, siamo all’ultima domanda. Se indovinerà la risposta vincerà 500.000 euro. Ecco la domanda: è più giusto dire “Gazzosa” o “Gassosa”?». Il concorrente ci pensa, suda un po’, il tempo passa, all’ultimo secondo dice: «Gassosa!». «Risposta esatta!» urla il presentatore «Incredibile! Lei ha vinto 500.000 euro! Complimenti!». «Grasie».

Il paradosso della disponibilità

In poche parole: più una persona sarà disponibile con gli altri e più risulterà essere indisponibile. Cosa succede quando qualcuno accoglie gli altri, li va a trovare a casa loro, si offre per dei servizi, non dice di no a chi gli chiede un appuntamento? Che chi lo cerca lo troverà con ogni probabilità occupato.

Fatica del blog

Disegno di Paolo Marongiu

Fatica del blog in primavera. In questo periodo non riesco a trovare lo spazio per scrivere più spesso, mi dispiace, vorrei che avesse più continuità. E mi spiacerebbe molto perdere il contatto con quelli che lo seguono. Ho letto poi da qualche parte che l’era dei blog sta tramontando, non è stato un grande incoraggiamento. Sarà vero poi?

Un’altra cosa utile che ho imparato

Cézanne!

Utilizzare i ritagli di tempo. Non soltanto per spolverare, ordinare o scrivere un messaggio, ma anche per i lavori importanti. Mi ero abituato a scartare le frazioni inferiori alla mezz’ora, inutile concentrarsi, pensavo. Invece è utile e possibile. E si produce molto di più. Talvolta l’idea giusta arriva proprio in quei dieci minuti.

Devo questa scoperta a un libro, anzi a due libri geniali:

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Una cosa utile che ho imparato

Ritorno al blog dopo un lungo periodo di assenza. Mi dispiace, vorrei poter scrivere qualcosa tutti i giorni, ho ancora delle idee da comunicare. In questa pausa sono stato in realtà molto attivo, ho fatto esperienze, ho letto libri, ho affrontato problemi, ho tenuto incontri. Due cose ho imparato che ritengo importanti. La prima è un segreto della vita comune.

Non bisogna fissarsi sui difetti degli altri, finirebbero col diventare insopportabili. Anche se il difetto in questione fosse una piccola cosa. Se si vuole vivere in armonia occorre distogliere lo sguardo da ciò che ci risulta antipatico. Certo, se ne può parlare, si può affrontare il problema con tatto e gentilezza, ma alla fine non ci sono altre soluzioni, bisogna sorvolare. Il difetto che ci disturbava tanto tornerà alle sue normali dimensioni e dopo un po’ di tempo forse finiremo per neppure badarci più.

La quarta di Brahms

Per molto tempo mi sono rammaricato di non capire Brahms e di trovarlo noioso, finché ultimamente ho ascoltato la sua Sinfonia n. 4 e ne sono rimasto conquistato. Quasi d’improvviso tutto mi è stato chiaro: la profondità di Brahms, la capacità di sviluppare un tema semplicissimo, la novità rispetto alla tradizione, la purezza, in una parola il suo animo. A convincermi è stato il tema iniziale, semplice, di poche note, che tocca corde sconosciute del cuore. Questa melodia mi accompagna ormai da molti giorni e si è unita indissolubilmente alla mia vita di queste settimane. So già che, per un potere misterioso della musica, quando domani la riascolterò mi riporterà di colpo qui.

La domanda terribile e bellissima dei Vedovi Neri

I Vedovi Neri si riuniscono una volta al mese per cenare insieme. Sono sei più il cameriere Henry. Sono uomini simpatici, pieni di stile, che si prendono molto in giro tra loro. Ogni volta viene invitato un ospite che, a pasto concluso, propone un mistero. I Vedovi Neri lo tempestano di domande che, via via, escludono tutte le possibili soluzioni. Tutte tranne una, che verrà scoperta solo e sempre da Henry. Questo è lo schema incredibilmente rigido dei 66 racconti scritti da Asimov che li vedono protagonisti. Li ho letti quasi tutti. Vengo al dunque. Terminata la cena inizia la conversazione con l’ospite. Tutto parte da una domanda, neanche a dirlo sempre la stessa, che viene rivolta all’ospite: «Lei come giustifica la sua esistenza?»

Mi sembra una domanda terribile e bellissima e diventa inevitabile che anche io me la ponga.

Pensieri accalcati

Ipotesi sulla misericordia: è un modo più completo di guardare la realtà. Tiene conto di elementi che altri trascurano: la fragilità degli esseri umani, la loro capacità di riscattarsi, il valore inestimabile del condividere le conseguenze degli errori altrui, il fatto che anche noi dobbiamo riconoscere di siamo soggetti a mancanze non meno gravi di quelle degli altri.

Mi è piaciuto il film “La grande sfida”. Fischer e Spasski a scacchi nel ’72. Me la ricordo bene. Mi piacerebbe tornare a giocare a scacchi, ma pecco di distrazione.

Spero che nessuno in parrocchia scivoli sul ghiaccio.

Il futuro è un incognita, ma questo non è altro che un motivo per vivere al meglio il presente.

La popolarità può essere una prigione.

Ci hanno regalato un pezzo di lardo buonissimo.

Bellissimo “Ruba come un artista” di Austin Kleon. Bisogna che ne parli nel Blog.

Incredibile che oggi esista una corrente di persone che credono che la terra sia piatta. L’ho scoperto in dicembre (non che la terra sia piatta).

Paolo Attivissimo è molto brillante nel parlare e dimostrare che l’uomo  è stato veramente sulla luna.

Che cosa mutevole la vita, basta un attimo e…

Sono alcuni dei pensieri che girano nella mia mente in questi giorni di gennaio. Insieme a tanti altri. Li ospito volentieri anche se ci vorrebbe un cervello più spazioso e, stando stretti, fanno un po’ di confusione.

 

I 7 segreti dei Magi

Misteriosi cercatori di Gesù, i Magi mi insegnano 7 segreti per trovare Dio:

1. “Alza il capo e guarda” 

Lo dice Isaia, è l’inizio del viaggio, o meglio del suo insopprimibile desiderio: uscire dagli schemi, dalle abitudini, guardare oltre, desiderare di più. C’è un sogno da inseguire, non lasciarlo morire.

2. Camminare.

Darsi da fare, muoversi, fare esperienze, cercarlo senza stancarsi. Ci sono persone che possono aiutarci, indicarci una strada. Ci sono libri che parlano di Lui, altri addirittura  dove è Lui che parla.

3. Cercare insieme

Non erano tre, ma neppure uno solo, “alcuni”, dice Matteo. Un gruppo di amici, vanno nella stessa direzione, ciascuno reca un dono. Questo viaggio non si fa da soli.

4. Attenti ai segni

Tra le stelle fisse ne scorgono una che si muove e vi leggono un messaggio. Ci sono segni da cogliere intorno a noi.

5. Non temere gli errori

 I Magi ne commettono molti: sbagliano città, parlano di bambini a un re sanguinario, non si accorgono affatto della sua falsità, non pensano che non si chiede a un re dove è nato il suo sostituto, potrebbe reagire male. Ingenui, ma non si scoraggiano mai e Dio li conduce alla meta. Meglio ingenui che cattivi.

6. Generosità

I loro doni sono preziosi anche per un re. Non si può trovare Dio senza nulla donare dei nostri tesori.

7. Sorpresa!

Il re non è come si aspettavano: è povero figlio di poveri, eppure lo “adorarono”, per nulla scandalizzati. Il Dio che troveremo sarà una grande sorpresa.